Oltre alle comuni origini orientali, molti erano gli elementi sorprendentemente somiglianti fra i due culti: l’episodio di Mitra che fa scaturire l’acqua dalla roccia richiamava il miracolo della rupe di Mosè e il miracolo della fonte operato da S. Pietro, non può poi sfuggire il parallelismo tra le lustrazioni ed il battesimo, la comune credenza nella resurrezione dei morti e nel giudizio finale presieduto da Mitra o da Cristo, la singolare coincidenza della celebrazione del natale del dio fissato il 25 dicembre, giorno del solstizio d’inverno, da entrambe le religioni.
Nella lotta scatenatasi tra le due comunità una prima vittoria fu conseguita dai cristiani con l’editto di Costantino del 313 d.C. , mentre la restaurazione pagana di Giuliano l’Apostata (361 – 363) permise una ripresa del culto di Mitra, segnando soprattutto una battuta d’arresto alla distruzione dei mitrei precedentemente iniziata.
Con la vittoria di Teodosio su Eugenio (394 d.C.) la religione cristiana prevalse definitivamente su quella mitraica che poté resistere ancora per poco nelle zone periferiche, mentre a Roma, sopra i mitrei saccheggiati e distrutti, vennero erette chiese e basiliche.