Il Bahá’ísmo insegna che i fondatori delle principali religioni del mondo, inclusi Abramo, Mosè, Krishna, Buddha, Zoroastro, Gesù Cristo e Maometto, sono Maestri divini inviati da un unico Dio per educare l’umanità tramite insegnamenti e princìpi adeguati rispetto allo stadio di sviluppo raggiunto in ogni particolare momento storico.
Ai grandi Maestri delle altre religioni, il Bahá’ísmo aggiunge i due Maestri contemporanei, il Báb e il Bahá’u'lláh.
Secondo i bahá’isti, la rivelazione religiosa non è conclusa, ma proseguirà in futuro per offrire una guida all’eterno progresso della civilizzazione.
Il tema principale della rivelazione di Bahá’u'lláh è l’unità: per lui “la terra è un unico paese, e gli esseri umani sono i suoi cittadini”.
Gli scritti di Bahá’u'lláh contengono alcuni princìpi mirati al conseguimento della civilizzazione mondiale.
Tra questi:
• la necessità di abbandonare ogni forma di pregiudizio
• l’uguaglianza tra uomini e donne
• il riconoscimento della fonte comune e della essenziale unicità di tutte le religioni del mondo
• l’eliminazione degli estremi di povertà e di ricchezza
• l’obbligatorietà dell’educazione universale
• la responsabilità che ogni individuo ha di cercare la verità in modo indipendente
• il progetto di un sistema federale mondiale basato sui princìpi della sicurezza collettiva
• l’idea che la religione debba accordarsi con la scienza e con la ragione.
Il libro sacro del Bahá’ísmo è il Kitab al-akdas (”Libro della certezza“), redatto dal Bahá’u'lláh nel 1873.
Inoltre, le Parole nascoste (le “7 valli” e le “4 valli”) descrivono in versi il percorso che porta all’unione con Dio.
La liturgia bahá’ísta comprende anche la lettura dei testi sacri delle altre religioni (il Pentateuco, il Nuovo Testamento, il Corano, il Bayan dei babisti), intesi come la dimostrazione dei livelli di crescente perfezione della rivelazione divina.