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07
apr

Josquin De Prez

Autore: Leonardo  Archiviato in musica colta   Tags:

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Josquin de Prez è uno dei più grandi esponenti della scuola franco fiamminga, assieme con Heinrich Isaac, Jacob Obrecht e Pierre de La Rue.

Nacque intorno l’anno 1450 in Piccardia.

Si hanno le prime tracce delle sua esperienza nella cappella pontificia di Roma tra il 1486 e il 1499.

Dopo alcuni anni in Francia, si trasferì per un certo periodo in Italia, a Ferrara, per servire Ercole I d’Este.

Per lui scriverà la messa Hercules dux Ferrarie il cui tenor è tratto dalle vocali del nome del committente (è formato cioè dalle il cui nome contiene tali vocali, tenendo presente che all’epoca la nota do si chiamava ancora ut).

Scrisse oltre 20 , composte secondo varie tecniche (come la messa su cantus-firmus, la messa parafrasi, la messa parodia) e basate anche su musiche profane come la celebre melodia L’homme armé, un centinaio di mottetti, oltre 50 opere vocali profane (chansons e frottole) in francese e italiano.

Desprez (o Des Pres)  fu punto di riferimento per tutti i contemporanei e oltre, fino ad essere elogiato anche da Lutero, Palestrina e Orlando di Lasso.

La fama di Josquin fu tale che in molti vollero pubblicare musiche firmate col suo nome per favorirne il successo. Va quindi considerato che una a lui attribuita da una fonte del XVI secolo può non essere sua.

Tra le sue , oltre alla Hercules dux Ferrarie e alle due L’homme armé, ricordiamo la Missa de beata Virgine e la Missa Pange Lingua, che è probabilmente l’ultima da lui scritta.

Anche i contemporanei Antoine Brumel e Isaac scrissero Missae de beata Virgine.

Tra i suoi mottetti, il mottetto per il periodo natalizio Praeter rerum seriem a sei voci, il Miserere a cinque voci, Ave Maria, Virgo serena a quattro voci e Tu solus qui facis mirabilia a quattro voci.

Come il contemporaneo Pierre de La Rue e altri musicisti , ad esempio Johannes Ockeghem, Josquin utilizzò abbastanza spesso la scrittura in .

Per la chiarezza espressiva e per l’equilibrio presente fra il testo e la musica, peraltro sostenuta da felice invenzione melodica e ampia conoscenza del contrappunto, egli può essere considerato come il più rappresentativo musicista del Rinascimento.

Morì a Condrè-sur-l’Escaut nel 1521.

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