
Pitagora è indicato, tra le altre e tante cose, come colui che associò il calcolo matematico agli intervalli musicali: conseguentemente ne derivò un legame tra musica e animo umano.
Altri filosofi disserò sull’argomento ed in particolare Damone che accentuò il potere etico della Musica.
Si diceva, per esempio, che la tensione delle corde imitasse la tenzione dell’anima. Proprio Damone, inducendo ragionamenti a partire dalla dottrina pitagorica, stabilì che l’anima è movimento; anche la musica è movimento e di conseguenza sono affini.
Altri dissero che l’ethos ovvero il carattere della musica fosse il modo in cui era scritta e per questa ragione definivano frigia quella più sciolta e sfrenata, dorica quella più pacata e “saggia” nel senso di positivo.
L’uno o l’altro modo avevamo il potere di indurre questi stati d’animo positivamente o negativamente.
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