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Scintoismo – Culto e immagini

Autore: Leonardo  Archiviato in religione   Tags: ,

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All’origine lo scintoismo non aveva nessuna immagine degli dei; solo a seguito della commistione, nel Medioevo, di questa religione primitiva con il buddismo, si cominciarono a vedere statuette, rappresentanti le divinità, disposte nei vari templi.

I tempietti scinto (Miya o Yashiro) sono molto semplici, sorgono in boschetti recintati e sono caratterizzati da uno o più portoni che precedono il vero e proprio edificio del culto.

Nella loro forma originale consistono in due stipiti rotondi su cui poggiano due travi, pure rotonde, che ai due lati sporgono al di là degli stipiti.

Lanterne di pietra, offerte dai fedeli, ornano i viali che conducono al sacello, che ha davanti una vasca d’acqua per i lavaggi rituali. Il tempio consiste in due edifici, che spesso sono collegati fra loro da un passaggio coperto.

Il primo edificio, il più grande, è l’atrio (Haiden), in cui si recitano le preghiere e si pongono le offerte. All’ingresso si trova un gong, o una campana, con cui il fedele si fa sentire dal dio, e vi si trova anche la cassetta per le offerte in denaro.

Il secondo edificio, dietro al primo, è quello sacro, detto Honden (edificio principale) o Shinden (casa del dio), in cui si conserva il Kami, lo Scintoi, ed in cui i fedeli non hanno accesso.

Esiste un ordine di rango anche nei templi come per gli dei. I templi più belli sono quelli di Ise, dove si adorano la dea del sole e la dea dei cibi, quello di Atsute presso Negoya, ed i tempietti del regno che sono dedicati agli antenati divini o ad alcuni imperatori ed alte personalità.

Anche tra i sacerdoti, che si definiscono «funzionari degli dei», si distinguono diverse categorie. I sacerdoti possono sposarsi e tramandano ereditariamente la loro carica nella famiglia. Oltre alle loro cariche religiose, esplicano anche una professione e indossano l’abito sacerdotale, che consiste in una veste bianca e sciolta con ampie maniche e in un berretto di taffetà nero; quest’ultimo solo quando si occupano di culto.

Il fedele, nella sua attività di culto, considera gli esseri divini come donatori di beni terreni; nelle preghiere si implorano prosperità, un ricco raccolto, salute, abbondanza di prole, allontanamento della sventura; il peccato e la colpa, il pentimento e la redenzione non sono oggetto di preghiere.

Le feste Scinto, dette  Matsuri, che hanno una diversa durata, un mese, tre giorni o un giorno, sono cerimonie di ringraziamento per i benefici ricevuti dagli dei o cerimonie di supplica per allontanare le sciagure.

Un posto di particolare rilievo rivestono le feste connesse con l’adorazione religiosa della famiglia imperiale. In occasione di queste feste è l’imperatore in persona che officia il culto nell’«atrio sacro» del palazzo imperiale.

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