
Una nuova scoperta scientifica, basate su prove concrete misurate e non su modelli teorici, aggiunge nuove certezza sulla tesi del surriscaldamento causato dall’effetto serra ad opera delle attività umane. Dall’anno 0 alla prima metà del 1900 le temperature medie della Terra mostrano un andamento verso il raffreddamento progressivo ma nell’ultimo mezzo secolo si è presentata una notevole inversione di tendenza con una impennata decisa delle temperature medie che schizzano verso l’alto.
Queste conclusioni tratte a valle dell’analisi di diversi tipi di reperti attendibili, quali: sedimenti lacustri, carote di ghiaccio e anelli di accrescimento degli alberi; tutti i reperti sono stati raccolti da 23 siti posti tutti al di sopra dei 60° di latitudine Nord, una vasta area artica considerata il luogo più idonee sulla Terra per registrare le variazioni climatiche. Questi reperti hanno permesso di valutare in 0,22 gradi centigradi per millennio la tendenza all’abbassamento delle temperature, prima dell’attuale inversione.
Il raffreddamento su scala millenaria è coerente con le lente e ben note variazioni dell’orbita terrestre attorno al sole, secondo le quali la temperatura avrebbe dovuto continuare a scendere. Nessuno dei fattori naturali che hanno agito in passato è in grado di spiegare l’attuale inversione di tendenza. Fa riflettere il fatto che questo fenomeno si sia verificato in coincidenza con la notevole crescita dei gas a effetto serra immessi dall’uomo nell’atmosfera.