
Il sonnambulismo è più frequente tra i bambini: arriva a colpirne il fino al 17%, mentre si manifesta solo nel 2,5% degli adulti. In chi è predisposto, episodi di sonnambulismo possono essere scatenati dalla deprivazione di sonno, dalla febbre, dall’uso di alcuni farmaci e dall’assunzione di dosi troppo alte di alcol.
Gli episodi possono durare pochi secondi fino ad oltre mezz’ora.
Il livello di attività motoria può variare dal sedersi sul letto, parlare e gesticolare, fino al camminare o impegnarsi in comportamenti complessi, come la guida dell’auto.
Oggi si tende ad attribuire il sonnambulismo infantile a fattori genetici e, infatti, se uno dei genitori è sonnambulo, la probabilità che il figlio lo sia è intorno al 45% e se entrambi i genitori sono sonnambuli la probabilità che il figlio soffra di questo disturbo sale al 60%.
Molti casi di sonnambulismo dei bambini si risolvono però spontaneamente dopo la pubertà.