
Lo stato tra sonno e veglia, in cui spesso si compiono gesti che in piena coscienza non saremmo mai capaci di fare, ci affascina da sempre.
Oggi, grazie alla neurobiologia, a scapito di molti luoghi comuni, possiamo dire di saperne di più.
Ha sempre affascinato romanzieri, cineasti e psicologi, anche se ora è in gran parte materia di studio per neurologi e neurobiologi.
E’ il sonnambulismo, un disturbo del sonno, per essere precisi una parasonnia, che può generare comportamenti bizzarri, impressionanti e, talora, perfino pericolosi per sé e per gli altri.
A quest’ultimo aspetto, la possibile insorgenza di comportamenti pericolosi, ha recentemente dedicato una ricerca, pubblicata sull’American Journal of Psychiatry, la dottoressa Rosalind Cartwright, del Department of Psychology del Rush University Medical Center di Chicago, che ha anche svolto il delicato ruolo di perito per due casi di sonnambulismo finiti in tribunale.
«Generalmente si fatica a credere che sia possibile impegnarsi in comportamenti complessi che risultano pericolosi mentre si è in uno stato misto di veglia e sonno» dice la Cartwright sulla base della sua esperienza di perito.
E in effetti i casi di vera violenza sono rari, ma quando ciò accade, il sonnambulo può risultare totalmente inconsapevole dell’accaduto.