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Si arriva alla Logica Moderna attorno al XVII secolo. Dopo secoli di “distrazione” è Leibniz a fare un logico passo avanti con l’introduzione della Characterista Universalis ovvero una teoria secondo la quale era possibile costruire un linguaggio formale, non imperfetto come quello naturale, con il quale si sarebbe potuto “ragionare” in ogni ambito e descrivere in modo coerente ogni tipo di sistema. Leibniz, tra l’altro luminare in molte arti e scienze, lo ipotizzò, ma non lo vide mai realizzato.
Dopo di lui, e dopo circa due secoli, intervenne Boole che introdusse l’algebra booleana (che prende il nome proprio da lui) con la quale intui che l’utilizzo dei primi due interi (o,1) si potevano rappresentare i due stati fondamentali di una proposizione: vero e falso. Grazie a Boole, ed alla sua algebra, Crisippo ed Aristotele coesistettero all’interno di uno stesso contesto coerentemente.
Infine si aggiunse Frege che diede un’ulteriore spinta in avanti con l’introduzione della Logica dei Predicati ovvero della logica delle relazioni. Le relazioni di uguaglianza, di diseguaglianza, o maggiore e minore etc etc.